Donne arabe sul grande schermo. Comeravamo avanti

Il cinema di ieri aveva aiutato la donna ad emanciparsi. A parlare Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia, membro della Consulta per lIslam in Italia e oggi scesa in campo con il Popolo della Libert, candidandosi alla Camera per le prossime elezioni. Il suo sguardo rivolto al cinema egiziano che lei definisce un faro per tutto il mondo arabo, o almeno lo era prima degli anni Ottanta, quando qualcosa cambiato. Una ventata di estremismo religioso e politico ha riportato indietro le conquiste femminili ottenute sul grande schermo. Nei film dagli anni Trenta agli anni Settanta la donna cantava, si innamorava, combatteva dichiara al VELINO Souad Sbai -. Ora sono cambiati i vestiti, ci sono pi veli. C pi pudore, legato a un ritorno a una certa sottomissione religiosa e maschilista. Con la rappresentazione della donna, cambiato anche il modo di girare dei registi. La Sbai, che da non addetta ai lavori si dichiara una profana del cinema, dichiara: I film arabi hanno fatto un passo indietro. Prima erano pi moderni. Oggi, tranne qualche rara eccezione legata alla personalit di un singolo regista, il cinema arabo non riesce a innovarsi e sembra chiuso in se stesso. In fondo Omar Sharif mosse i primi passi proprio coi film egiziani, che lo fecero conoscere nel mondo per poi giungere al successo con Il dottor Zivago, nota la Sbai. Oltre al fatto che Sharif aument la sua popolarit nel mondo arabo, solo dopo il suo matrimonio con la star egiziana Faten Hamama nel 1955. Cera, infatti, uno star system di attrici arabe che portavano sul grande schermo donne non asservite, ma che decidevano del proprio destino. Uno dei film che ho amato di pi afferma la Sbai Mio padre sullalbero, degli anni Settanta. Racconta di un ragazzo fidanzato con una poco di buono. Il padre, contrariato, lo raggiunge per tirarlo fuori da questa storia sbagliata, ma anche lui finisce per innamorarsi della ragazza. Alla fine la donna che ha fatto innamorare ben due generazioni di uomini decide di lasciare entrambi. Il mondo occidentale dovrebbe guardare questi film per capire come eravamo avanti. Quei film sono patrimonio del mondo arabo e non vanno dimenticati, ma rivalutati. (Ornella Petrucci – Il Velino)

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